Problemi di coppia, crisi e conflitti: quando occorre consultare uno psicologo?

Dottore, la nostra coppia è in crisi, come possiamo risolverla?“. Questa è una delle frasi tipo che lo psicologo si sente rivolgere con più o meno frequenza.

Accade spesso che una coppia si ritrovi a convivere per lunghi periodi con problemi di natura relazionale, con tutto un universo di argomenti tabù, volutamente ignorati e non condivisi, che finiscono nascosti come la polvere sotto un tappeto. La scarsa comunicazione e/o l’assenza di comunicabilità si legano non di rado a timori di rottura di presunti equilibri raggiunti dai due partner.

I motivi possono essere molteplici. Alle volte capita che l’origine dei conflitti risieda su una definizione approssimativa dei confini individuali, con reciproche incursioni e ingerenze, e dei confini della coppia, che vengono invasi da terzi (familiari, amici, ecc…), interferendo sulla relazione e le sue dinamiche interne.

State affrontando una crisi di coppia?

Se state affrontando una crisi di coppia, e desiderate ricevere supporto competente, prendete seriamente in considerazione di rivolgervi ad uno psicologo qualificato per valutare una terapia di coppia.


Crisi di coppia, i segnali da non sottovalutare

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La condizione critica porta a discutere anche sulle più banali cose quotidiane, alle quali viene dato un significato metaforico che sfugge anche ai protagonisti e che nulla hanno a che fare (almeno direttamente) con la vera causa della conflittualità della coppia. Parliamo di una condizione conflittuale che esaurisce le energie e le risorse dei due partner, stremati dal peso di ciò che non viene detto e condiviso con l’altro.

Questa dinamica comporta la messa in atto di tutta una serie di strategie ripetitive che risultano inefficaci, la cui disfunzionalità viene confermata dalla permanenza del conflitto stesso. La ripetizione degli stessi modelli relazionali, infatti, tende a consolidare e irrigidire le modalità comportamentali usate dalla coppia, che tenderà inevitabilmente a perpetuare all’infinito, portando a uno stallo spesso non risolvibile autonomamente, e che non potrà che peggiorare.

Le conseguenze del malessere relazionale possono essere:

  • una conflittualità scoperta, che pervade la vita di coppia con liti frequenti per motivi anche futili;
  • una conflittualità coperta, nella quale i conflitti sono evitati in modo accurato, seppure il clima risulta essere colmo di tensione.

Altri esiti, patiti da uno o da entrambi i partner, possono essere (anche in comorbidità):

Crisi di coppia e tradimento

Tra i comportamenti disfunzionali messi in atto nel tentativo di ridurre il disagio relazionale, uno dei più frequenti è il tradimento, attraverso il quale si cerca al di fuori della coppia cose che non si crede di poter (più) trovare al suo interno. Ma il tradimento può essere anche un tentativo di fuga da una realtà vissuta come opprimente e troppo cronicizzata per essere cambiata.

Nella pratica clinica con una coppia in crisi è una costante quella di ascoltare i reciproci tentativi d’individuare tutte le colpe nel partner, in un loop infinito che, in assenza di un professionista, tende a mantenere irrisolte tutte le questioni importanti, rendendo la situazione ancora più rigida.
Altro scenario tipico è quello di un silenzio assordante, carico di rancore e tensione inespressi, con reciproche sopportazioni infinite, in cui tutti sono infelici ma nessuno sa ammetterlo o comunicarselo.

Quelli appena descritti sono solo alcuni tra i più frequenti scenari per i quali una coppia dovrebbe ricorrere allo psicologo, al fine di tutelare il benessere di tutti, soprattutto nel caso in cui ci siano anche dei figli, vittime incolpevoli di un clima per nulla adatto.

Crisi della coppia con figli: ha senso rimanere insieme per il loro bene?

Restiamo insieme solo per il bene dei nostri figli“. A questa frase, che mi trovo a sentire spesso nei casi in cui seguo coppie in crisi, rispondo senza mezzi termini: non è compito dei figli tenere insieme la coppia!

Sono molti i genitori che pensano di fare il bene dei propri figli nel cercare sistematicamente di passar sopra ai problemi relazionali della coppia. Occorre però uno sforzo importante, da parte dei genitori: quando due persone “stanno insieme solo per i figli“, non solo rischiano di perdere una parte importante della propria vita, ma nei fatti danneggiano, di solito in modo serio, anche quella dei figli che vorrebbero tutelare con questo “sacrificio” di presunta unità familiare.

I figli rischiano di essere danneggiati da questo stallo perché diventano il fulcro su cui la coppia pretende di appoggiarsi per sopravvivere. I genitori non se ne accorgono quasi mai, e i figli, pur accorgendosene, non osano pensare quanto sia ingiusto che sulle loro piccole spalle debba gravare il peso del destino della coppia dei genitori.

Perché è di questo che si tratta. Le piccole spalle dei figli non sono in grado di reggere un compito per loro del tutto sproporzionato. E, soprattutto, non spetta a loro: per ruolo e per responsabilità.

Crisi di coppia, come risolverla e a chi rivolgersi?

Le crisi non sono tutte uguali nei contenuti e nei momenti in cui emergono. Pertanto andrebbe considerato un percorso di terapia di coppia, un consulto professionale competente che possa aiutare a intraprendere la traiettoria ideale che salvaguardi il benessere di tutti, compresi eventuali figli, che vanno sempre tutelati dalle separazioni conflittuali.


Riferimenti bibliografici

  • “Lealtà invisibili”, I. Boszormenyi-Nagy – Astrolabio
  • “La crisi della coppia”, M. Andolfi – Cortina Editore
  • “Pragmatica della comunicazione umana”, P. Watzlawick (et al.) – Astrolabio

Crediti immagini: Mikhail Nilov, Shukhrat Umarov