Un nuovo studio svedese ha scoperto che le donne manager hanno minori probabilità rispetto ai manager maschi di avere un atteggiamento negativo verso la depressione sul lavoro.

Lo studio è stato condotto da ricercatori dell’Università di Göteborg, ed è apparso sulla rivista BMC Public Health. Gli autori affermano che il loro studio è il primo a indagare il genere negli atteggiamenti dei manager verso la depressione sul posto di lavoro. Il loro lavoro riflette anche la crescente attenzione accademica sui problemi di salute mentale sul posto di lavoro.

 

Il punto di vista dei manager sulla depressione sul lavoro

I 2.663 partecipanti allo studio (1.762 uomini e 901 donne) sono manager in una vasta gamma di organizzazioni e aziende svedesi, sia private che governative. Il gruppo campione ha incluso manager con vari gradi di anzianità, i cui titoli includevano l’amministratore delegato, il direttore operativo e il direttore finanziario.

Per lo studio, hanno risposto a un questionario online (il MSED, “managerial stigma towards employee depression”). Questo questionario ha chiesto loro di rispondere a una serie di dodici affermazioni relative alla depressione sul lavoro. I manager hanno indicato quanto fossero d’accordo con ogni affermazione, su una scala da uno a sei.

Esempi delle dodici affermazioni includevano:

  • “I componenti del personale che soffrono di depressione sono un peso per il luogo di lavoro”,
  • “I componenti del personale che prendono farmaci antidepressivi non dovrebbero lavorare”,
  • “I componenti del personale con depressione possono superare la loro depressione semplicemente volendolo”,
  • “Eviterei di parlare con un componente del personale che soffre di depressione per non dover affrontare i suoi problemi”,
  • “Non assumerei qualcuno che so essere stato depresso”.

I ricercatori hanno classificato i punteggi da 12 a 35 come un “basso atteggiamento negativo” verso la depressione dei dipendenti. E hanno classificato i punteggi da 36 in su come “alto atteggiamento negativo”.

 

Manager uomini più sprezzanti verso la depressione sul lavoro

Lo studio ha scoperto che sono il doppio i manager maschi rispetto alle donne che hanno un “alto atteggiamento negativo” nei confronti dei dipendenti depressi sul lavoro. Per i manager uomini, la cifra è stata del 24% (429 su 1.762), contro il 12% delle manager donne (110 su 901).

Le risposte maschili sono state significativamente più negative di quelle femminili su 11 delle 12 affermazioni del questionario. L’unica affermazione senza una differenza significativa tra le risposte dei dirigenti maschi e femmine è stata “È stressante lavorare con i soggetti depressi”.

Queste differenze sono state confermate anche dopo che i ricercatori hanno controllato statisticamente un’ampia gamma di fattori. Tra questi c’erano il tipo di posto di lavoro, l’età e l’istruzione del manager, la distribuzione di donne e uomini nello staff, e l’estensione dell’esperienza di leadership del manager.

Lo studio ha anche rilevato che maggiore era l’esperienza dei manager con colleghi depressi, più si attenuavano i loro atteggiamenti negativi.

 

Possibili spiegazioni per queste differenze di genere

Una spiegazione di questi risultati è che la prevalenza della depressione tende a essere più alta per le donne che per gli uomini. Questo potrebbe portare le donne ad avere una maggiore esperienza personale con la depressione. E questo a sua volta potrebbe portare le donne a essere più tolleranti verso la depressione in generale. Ricerche precedenti hanno anche scoperto che gli uomini sono meno tolleranti verso le persone con malattie mentali.

LEGGI:  Disagio adolescenziale, quali segnali vanno colti?

Per esempio, secondo gli autori, la constatazione che le donne manager avevano meno probabilità di riferire di avere atteggiamenti negativi verso la depressione dei dipendenti può essere perché “le donne sono abituate a esprimere empatia in misura maggiore rispetto agli uomini“. Allo stesso modo, gli autori fanno riferimento a ricerche precedenti che mostrano come “le donne siano soggette ad aspettative molto più marcate rispetto agli uomini di comportarsi in modo altruistico“, e potrebbero essere più preoccupate degli “effetti di contraccolpo derivanti dalla violazione di questi stereotipi”.

Comunque, i ricercatori sottolineano che questo studio è basato su un questionario, e potrebbe non rispecchiare il modo in cui i manager si sentono realmente. Per esempio, un bias di desiderabilità sociale può giocare un certo ruolo. “I manager potrebbero aver risposto secondo ciò che è socialmente accettabile“, scrivono gli autori, “a causa dell’imbarazzo o del disagio nel rivelare i veri atteggiamenti“. I ricercatori suggeriscono che studi futuri su questo argomento devono incorporare anche le stime dei dipendenti sugli atteggiamenti dei loro manager.

Inoltre, questo studio si concentra sui manager in Svezia, e gli studi in altri paesi potrebbero dare risultati diversi. Ma, come sottolineano gli autori, la Svezia è nota per la sua enfasi sull’uguaglianza di genere. E come tale, le differenze di genere in termini di atteggiamenti negativi verso i dipendenti con depressione potrebbero essere ancora più marcati in tutti quei paesi che hanno una minore parità di genere.

 

La depressione sul lavoro fa male agli affari

Questo studio evidenzia anche ciò che gli autori chiamano “la scarsa legittimità percepita della disabilità psicologica” in confronto alle disabilità fisiche, che i manager sono più propensi ad accogliere. E questo è un problema crescente, dato che la ricerca ha collegato la depressione a una diminuzione delle prestazioni lavorative e a un maggiore assenteismo.

Un recente rapporto McKinsey fa riferimento a una ricerca che stima il costo del disturbo depressivo maggiore negli Stati Uniti intorno ai 210 miliardi di dollari. Questo rappresenta un aumento del 153% dal 2000. Circa la metà di questi costi sono legati all’assenteismo sul posto di lavoro e al “presenteismo” (che significa essere al lavoro ma non lavorare a piena produttività).Infatti, uno studio del 2016 sulla depressione sul posto di lavoro in otto paesi ha rilevato che i costi del presenteismo erano da cinque a dieci volte più alti dell’assenteismo. Negli Stati Uniti, questi costi ammontavano a 5.524 dollari per dipendente all’anno.

LEGGI:  Tradimento, cosa ci dice la psicologia su traditori e traditi?

Con la depressione in aumento a livello globale, sarebbe opportuno che i manager affrontassero più seriamente la depressione sul posto di lavoro. Gli autori del presente studio propongono che i programmi di formazione manageriale tengano conto del fatto che i manager maschi e femmine hanno atteggiamenti diversi verso questo problema. Con questo in mente, suggeriscono, forse i manager uomini e donne dovrebbero seguire programmi di formazione diversi.

 

Recupero intelligente: gli interventi per diminuire la depressione sul posto di lavoro sembrano funzionare

Fortunatamente, la ricerca ha trovato vari modi per attenuare la depressione dei dipendenti. Una revisione del 2018 di 22 studi pregressi ha scoperto che gli interventi che combinano diversi approcci terapeutici hanno i migliori risultati. In particolare, gli interventi sul posto di lavoro basati sulla “flessibilità di coping” hanno avuto l’effetto più marcato.

Allo stesso modo, gli interventi che hanno avuto luogo in un contesto di gruppo hanno mostrato gli indici di logoramento più bassi. In generale, lo studio ha trovato che la maggior parte degli interventi studiati ha ridotto i livelli di depressione dei dipendenti.

 

 


Riferimenti

  • Mangerini I, Bertilsson M, de Rijk A, Hensing G. Gender differences in managers’ attitudes towards employees with depression: a cross-sectional study in Sweden. BMC Public Health. 2020 Nov 19;20(1):1744. doi: 10.1186/s12889-020-09848-2. PMID: 33213425; PMCID: PMC7678207.
  • Béatrice Ewalds-Kvist, Torbjörn Högberg & Kim Lützén (2013) Impact of gender and age on attitudes towards mental illness in Sweden, Nordic Journal of Psychiatry, 67:5, 360-368, DOI: 10.3109/08039488.2012.748827
  • Wang J, Fick G, Adair C, Lai D. Gender specific correlates of stigma toward depression in a Canadian general population sample. J Affect Disord. 2007 Nov;103(1-3):91-7. doi: 10.1016/j.jad.2007.01.010. Epub 2007 Feb 12. PMID: 17292968.
  • Heilman ME, Chen JJ. Same behavior, different consequences: reactions to men’s and women’s altruistic citizenship behavior. J Appl Psychol. 2005 May;90(3):431-41. doi: 10.1037/0021-9010.90.3.431. PMID: 15910140.
  • Kaufman G, Bernhardt E, Goldscheider F. Enduring Egalitarianism? Family Transitions and Attitudes Toward Gender Equality in Sweden. Journal of Family Issues. 2017;38(13):1878-1898. doi:10.1177/0192513X16632266
  • Davis AK, Barrett FS, May DG, et al. Effects of Psilocybin-Assisted Therapy on Major Depressive Disorder: A Randomized Clinical Trial. JAMA Psychiatry. 2021;78(5):481–489. doi:10.1001/jamapsychiatry.2020.3285
  • Evans-Lacko, S., Knapp, M. Global patterns of workplace productivity for people with depression: absenteeism and presenteeism costs across eight diverse countries. Soc Psychiatry Psychiatr Epidemiol 51, 1525–1537 (2016). https://doi.org/10.1007/s00127-016-1278-4
  • Darío Moreno-Agostino, Yu-Tzu Wu, Christina Daskalopoulou, M. Tasdik Hasan, Martijn Huisman, Matthew Prina,
    Global trends in the prevalence and incidence of depression:a systematic review and meta-analysis, Journal of Affective Disorders, Volume 281, 2021, Pages 235-243, ISSN 0165-0327, https://doi.org/10.1016/j.jad.2020.12.035
  • Wan Mohd Yunus WMA, Musiat P, Brown JSL, Systematic review of universal and targeted workplace interventions for depression, Occupational and Environmental Medicine, 2018;75:66-75.
  • Kato, T. (2012). Development of the Coping Flexibility Scale: Evidence for the coping flexibility hypothesis. Journal of Counseling Psychology, 59(2), 262–273. https://doi.org/10.1037/a0027770

Crediti immagine: DCStudio