Quando si parla di nuove dipendenze, o new addictions, ci si riferisce agli stati di dipendenza in assenza di una specifica sostanza. Si sono diffuse di recente anche a seguito degli importanti cambiamenti socioculturali, socioeconomici e tecnologici che si sono venuti a delineare globalmente.

Nelle nuove dipendenze rientrano quindi un complesso insieme di comportamenti e attività da cui una persona arriva a dipendere, alle quali non riesce a rinunciare senza alterare il suo funzionamento globale. Volendo categorizzare le principali forme attualmente rilevate nei contesti clinici, possiamo indicare:

  • dipendenza da internet
  • dipendenza dai videogiochi (online e offline)
  • dipendenza da smartphone
  • dipendenza affettiva
  • dipendenza dal sesso (incluso quello virtuale mediato dai mezzi digitali)
  • dipendenza dal gioco d’azzardo (ludopatia)
  • dipendenza da shopping compulsivo
  • dipendenza dal lavoro
  • dipendenza dalle attività sportive

Come si diventa dipendenti?

Al pari delle dipendenze “classiche”, anche le nuove dipendenze tendono ad instaurarsi sulla base di una predisposizione precedente, legata ad un disagio interiore.

Le neuroscienze ci hanno confermato come il meccanismo d’azione innescato dalla new addiction sia lo stesso che si attiva nelle forme di dipendenza da sostanza (es. tossicodipendenze). Mettere in atto il comportamento additivo fornisce un piacere immediato, che diventa il rinforzo positivo che stimola la successiva ricerca di ripetizione e rafforza la motivazione a “consumare” nuovamente l’esperienza (craving).

Questo meccanismo ha dei correlati importanti a livello neurobiologico, come dimostrato dalla ricerca scientifica. Lo stimolo che produce piacere/gratificazione innesca il rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore correlato al piacere, che tende a far reiterare l’esperienza gratificante. La conseguenza, in assenza o scarsità di controllo, è quella che il comportamento diviene abituale, ritualistico, sino a diventare pervasivo rispetto al vissuto quotidiano della persona.

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Nell’individuo dipendente l’assenza (o il ritardo) dello stimolo gratificante induce:

  • disagio,
  • pensiero ossessivo,
  • senso di malessere,
  • irritabilità,
  • alterazione dell’umore

Tutti vissuti che la persona cercherà di contrastare reiterando il comportamento dipendente, in un circolo virtualmente infinito che rende schiavi dello stimolo gratificante.

Anche nella cronicizzazione della nuova dipendenza troviamo una sovrapposizione con i vissuti esperiti dai classici dipendenti da sostanze, come ad esempio l’effetto di tolleranza, in virtù del quale più si protrae la dipendenza, più il suo dosaggio dovrà aumentare per ottenere lo stesso piacere gratificante, ovvero la “ricompensa”.
In questi casi le giornate trascorrono in funzione dell’oggetto gratificante, che attrae le attenzioni della persona in modo pervasivo, a discapito delle altre attività e a deperimento del funzionamento relazionale, cognitivo, affettivo e lavorativo (o scolastico).

Esistono fattori causali specifici per le dipendenze?

Questa domanda è sicuramente importante, ma alla quale è molto difficile rispondere in modo netto. Gli psicologi partono da un concetto di multi-causalità, un insieme di variabili biopsicosociali che possono essere valutate solo di caso in caso.

Di certo la fuga dalla propria realtà psichica (interna), percepita come spiacevole e/o vuota, è uno dei fattori particolarmente evidenti nei casi clinici che si presentano a noi psicologi. Un disagio che l’individuo cerca di affrontare in modo più o meno consapevole attraverso dei comportamenti di “auto-cura”, ma che diventano trappole dalle quali difficilmente riesce a liberarsi da solo.

Come affrontare una dipendenza?

Proprio in virtù della difficoltà crescente che una dipendenza tende a produrre, che aggiunge nuovo malessere ad un vissuto già complesso, è opportuno rivolgersi ad uno specialista, ovvero uno psicologo che possa eseguire una corretta valutazione del caso e proporre un intervento di supporto competente.

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Riferimenti bibliografici

  • “Le nuove dipendenze: diagnosi e clinica”, V. Caretti, D. La Barbera – Carocci Editore